Memoria e Musealità diffusa

La memoria attraverso la musealità diffusa, la musealità diffusa per fare memoria: è questo lo spirito che caratterizza un aspetto fortemente innovativo di cui l’Associazione Antigone-Osservatorio sulla ndrangheta è promotrice.
La musealità diffusa è una tecnica estremamente innovativa nel panorama nazionale, una particolare tecnica di story-telling che dà voce alle storie dei beni culturali del nostro territorio. È una narrazione che lascia “parlare i luoghi”, genera un nuovo tipo di ascolto e di comprensione degli stessi spazi, permettendo di ricostruire la loro identità.
Strumenti fortemente comunicativi ed emblematici della memoria che diventa racconto, le pietre d’inciampo sono state introdotte nel territorio italiano grazie alla nostra realtà associativa. Dalla Germania in cui fermano la propria immagine sull’orrore storico nazista e dall’America latina dei desaparecidos, le pietre giungono al Sud Italia per raccontare una piaga sociale tanto antica quanto ancora viva: la criminalità organizzata di stampo mafioso. Non si tratta di strumenti che dichiarano guerra contro una realtà sbagliata bensì di simboli che aiutano l’individuo a riflettere: catturano l’attenzione, fanno “inciampare lo sguardo” su immagini recanti i segni di una realtà che non può lasciare indifferente nessuno. Lo scopo è quello di demitizzare una mentalità deviata che continua paradossalmente ad affascinare numerosi animi.

La realizzazione dei progetti “Arcipelago della memoria” e “Un ponte per la memoria” ha permesso l’installazione delle pietre d’inciampo sul lungomare di Reggio Calabria e a Cinisi, sul percorso dei 100 passi che simbolicamente separano la casa di Peppino Impastato dall’ex Casa Badalamenti.
Le pietre, create in entrambe le località dall’artista Fabio Butera, recano a Reggio la frase “In memoria di chi ha lottato contro la ndrangheta” e sono contraddistinte dall’immagine di un labirinto, espressione della strada tortuosa e piena di insidie della malavita. A contrasto del metallo su cui è inciso il labirinto delle pietre calabresi, a Cinisi invece l’artista Butera ha scelto la pittura e la decorazione che accompagna citazioni come versi e pensieri, con lo scopo di fornire al visitatore molteplici spunti di riflessione.

La collaborazione tra Antigone e l’associazione SUD/archivio stopndrangheta.it ha portato alla realizzazione della prima piattaforma multimediale sui beni confiscati della provincia di Reggio Calabria, piattaforma dalla veste grafica innovativa e visualizzabile da tutti i dispositivi mobili.
L’attenzione viva per queste tematiche è il mezzo ed il fine che vogliamo raggiungere, per questo abbiamo adottato anche l’utilizzo di strumenti tecnologicamente attenti alle esigenze del momento e che siano, allo stesso tempo, ad un livello di pari intensità comunicativa: tablet, monitor con occhialini 3D e totem multimediali riempiono le sale dell’Osservatorio sulla ndrangheta, conducendo i visitatori verso un’attenta analisi del mondo della criminalità organizzata, all’interno delle sue storie, nei suoi lati più crudi e reali, meno conosciuti dalla gente. È stato provato che proprio la scarsa conoscenza delle vere condizioni in cui chi si presta alla malavita poi destina la propria esistenza è uno dei fattori che rischiano di esercitare un’attrattiva perversa per i più giovani. Per demitizzare le false verità, spesso perpetrate dalla criminalità per acquistare consenso sociale, basta armarsi dei fatti.

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