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ciao

  • giovanni

Nei locali delle ex Vetrerie Sciarra, per il corso di Progettazione Scenica, è stato presentato il progetto di videoinstallazione dei beni confiscati alle mafie nella città di Roma. Presenti Luca Ruzza, direttore del corso e Claudio La Camera, responsabile dell’Osservatorio sulla ’ndrangheta di Reggio Calabria. Con loro la voce di chi è in prima linea nella lotta alle mafie, dalle toghe alla stampa, dal sociale al mondo del sapere. «Locale confiscato alla mafia. Prossima apertura», «La mafia è una montagna di merda», «Colpire le menti». Quindi un bel timbro: «Confiscated».

La Capitale si è illuminata di una luce di denuncia: sulle pareti di dieci edifici, tolti dallo Stato agli illeciti bottini delle ‘ndrine e delle mafie di tutta Italia, il buio si è squarciato. Per far vedere, e sapere, quanti beni sottratti alla malavita organizzata giacciono abbandonati, chiusi, sbarrati, o peggio occupati da chi non ha diritto. Dirlo con un fascio di luce, e magari anche con l’arte, non è un dettaglio irrilevante. Perchè l‘arte arriva a tutti, indistintamente, con un messaggio diretto e senza intermediazioni.

«Un progetto di memoria del presente per “non dimenticare” un’ipostasi contro il “non sapere che esiste” comune e condiviso nella città di Roma”. Da due anni il corso di Progettazione Scenica tenuto da Luca Ruzza (docente del Dipartimento Storia dell’Arte e Spettacolo – Università degli Studi di Roma La Sapienza) sceglie di confrontarsi col tema delle mafie. I riflettori degli studi si sono accesi in particolare sulle realtà di Rosarno e Cinisi, il paese di Peppino Impastato nel 2012, e il tema dei beni confiscati a Roma nel 2013. Nel corso di questi anni sono stati sviluppati più di un centinaio di progetti di riutilizzo dei beni confiscati in diverse parti d’Italia.

Non mancano dunque le idee su come riutilizzare il “bentolto”. A partire, tra l’altro, da uno studio meticoloso dell’attuale situazione. Il progetto di indagine ed elaborazione è stato sviluppato grazie a un protocollo di intesa con l’Osservatorio sulla ‘ndrangheta di Reggio Calabria diretto da Claudio La Camera, che ha coadiuvato il processo di lavoro e ha organizzato alcuni interventi di approfondimento con esperti, studiosi e magistrati.

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